La
Biblioteca Nazionale di Napoli possiede un discreto numero di carte
nautiche. Il più antico di tali documenti, e
comunque, sicuramente il più importante, resta la Carta Catalana appartenente alla scuola catalana, la più importante scuola
cartografica del mediterraneo insieme a quella genovese e veneziana,
che affonda le sue origini già sicuramente fin dagli inizi del ‘300,
con una gloriosa tradizione che porterà suoi esponenti fino
a tutto il ‘600.
La nostra carta di grandi proporzioni è da collocarsi ad una
data non posteriore al 1413, ma molto probabilmente è della
fine del 1300. Elementi simbolici ne rafforzano tale ipotesi.
Molte carte della Biblioteca, tra XVI e XVII secolo, sono da ascriversi
all’importante famiglia degli Olives (italianizzati in Oliva).
Famiglia maiorchina, gli Olives impiantarono laboratori cartografici
in tutto il mediterraneo occidentale dalle Baleari, a Messina, da Napoli,
a Marsiglia, a Barcellona, producendo un numero elevatissimo di carte,
circa un centinaio. Tra i suoi maggiori esponenti Jaume, il capostipite,
Bartolomè, Giovanni, Francesco, Placido Caloiro e Giovan Battista
Caloiro.
Alcune carte sono fortunatamente sottoscritte dagli Olives stessi alcune
altre sono attribuibili ai loro laboratori dopo un’analisi di
stile.
Inoltre, tra le carte nautiche, di particolare interesse è una
carta anonima della metà del ‘400. Sempre di autore ignoto
ma probabilmente riportabile a Francesco Ghisolfi è un atlante
nautico della metà del XVI secolo di provenienza gesuitica.
Al XVI secolo è altresì riconducibile un ulteriore atlante,
composto di ben 28 tavole, quasi certamente del laboratorio di Battista
Agnese. Anch’esso è di provenienza gesuitica. Infine di
grande finezza risulta un atlante nautico del fondo brancacciano della
Biblioteca. Di fattura spagnola anche il suddetto atlante è collocabile
in pieno XVI secolo.
La Biblioteca Nazionale di Napoli inoltre possiede, in un ricchissimo
fondo cartografico, oltre seimila carte geografiche tra ‘500
e ‘800 ed alcune testimonianze di rappresentazioni della Terra
in codici medievali. Completano la collezione due fondamentali codici
manoscritti di Tolomeo di straordinaria bellezza ed interesse e molte
edizioni a stampa sia dello stesso geografo alessandrino che di autori
dei geografia, nautica e cartografia del basso medioevo e della prima
età moderna.
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A
cura di:
Gennaro
Alifuoco, progettazione e realizzazione tecnica
Vincenzo Boni, curatore
scientifico e autore dei testi
Salvatore Granata, riprese digitali